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Year: 2008
Design: Giovanni Alessi Anghini
Manufacturer: ALESSI
Status: in production
Questo progetto è nato a casa di un amico, Matteo, quando all’et� di 18 anni, trovai un vecchio oggetto a forma di fungo, fatto tutto di legno con all’interno uno strano meccanismo a pressione.
Mi disse che si trattava di un apribottiglie e incuriosito lo provai subito: la sensazione di sorpresa e di magia che sentii fu enorme, tanto da chiedere il permesso di portarmelo a casa per studiarlo…
Passai diverso tempo a ragionare e a cercare di capire il motivo per il quale un oggetto (o meglio un’esperienza) di quel tipo fosse stata tradotta con un riferimento estetico ad un fungo, per di più di legno...
Conclusi che molto probabilmente si trattava di un tentativo di design ragionato solo a partire dal presupposto estetico, senza un percorso di reale comprensione del potere magico che quel “nuovo” modo di aprire le bottiglie intrinsecamente possedeva.
Era chiaro che c’era la possibilit� di ragionare in maniera più completa su quel progetto, così cominciai un percorso di studio e comprensione che, tra una pausa e l’altra, durò ben 8 anni (2000-2008: data della presentazione al pubblico).
In questo lungo tempo la traduzione di quell’esperienza prese due strade ben distinte, in termini di traduzione formale ed estetica la prima fu molto legata ad un linguaggio figurativo, mentre la seconda, quella poi risultata vincente e proposta come traduzione finale, era più concettualmente complessa ed elegante.
Entrambi i percorsi ebbero un elemento in comune: la consapevolezza dell’ambiente e dell’argomento che stavo trattando, e alla fine mi convinsi che la coerenza con quest’ultimo doveva diventare un motivo su cui costruire complessit� e sorpresa.
Tutto è stato ricondotto allo studio di una curva, con l’aspirazione di riuscire a proporre una forma organica, fluida, in acciaio, che fosse in grado sia di suggerire in termini di riferimenti estetici il rapporto con l’acqua (quindi di facile comprensione e lettura a livello di memoria), sia che fosse in grado di modificarsi e rendersi fluida sfruttando le riflessioni, quindi modificando la percezione della curva stessa, della sua consistenza materica, trasformandolo in un oggetto magico.
Questo progetto è stato il primo, il più complesso e quello che ha avuto bisogno di più coraggio.
In qualche maniera però è riuscito a rappresentare il rapporto complesso con la comprensione del contenuto e del significato degli oggetti.